Il Palazzo di Giustizia di S. Maria C. Vetere

lunedì 27 febbraio 2012

ISTANZA DI TRATTAZIONE ABOLITA!!! - Una vittoria - Niente più estinzione o rinuncia all'impugnazione

Caro Zibaldone, non credo ai miei occhi! Domenica girovagavo per il sito istituzionale del Parlamento quando ha attirato la mia attenzione la Legge di conversione del Decreto Legge n.10 del 17 febbraio 2012 che prevede che l'art. 26 della l ...

Fonte: Studiocataldi.it

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RISARCIMENTO MICROPERMANENTI - 'lesioni di lieve entità che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo' - Commento a prima lettura

Quella che segue vuol essere più una carrellata-flash che una disamina analitica degli emendamenti al Decreto sulle liberalizzazioni che hanno infilato la sorpresa. Ancora frammentarie le news sull'incerto destino delle lesioni personali mi ...

Fonte: Studiocataldi.it

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mercoledì 2 novembre 2011

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Nuova interessante e recente sentenza in tema di phishing

Con atto di citazione regolarmente notificato il Sig. G. D., rapp.to e difeso dall'Avv. Gianfranco Corvino del Foro di S. Maria C.V., conveniva in giudizio innanzi al Giudice di Pace di S. Maria C.V. la Società Poste Italiane al fine di sentirla condannare al risarcimento danni per l’ammanco subito sul conto corrente del quale era titolare presso la predetta società Postale, in quanto era stato vittima del cosidetto fenomeno del Phishing (ovvero furto dei propri dati personali per accedere al conto corrente).
Con sentenza n. 2578/2011 (R.G. n. 1241/2010), pronunciata in data 31/08/2011, depositata in Cancelleria in data 19 Settembre 2011, esecutiva ex lege, con apposizione della formula esecutiva il 21/10/2011, il Giudice di Pace di S. Maria C.V., in persona del dott. Avv. Michele Lo Storto, condannava Poste Italiane S.p.A, in persona del legale rappresentante p.t., al pagamento, in favore del Sig. G. D., della somma di Euro 3.930,00.
Nel caso di specie l'attore ha provato l’esistenza del rapporto obbligatorio in forza del quale agiva ed ha allegato l’inadempimento della convenuta, dal canto suo Poste Italiane nulla ha dimostrato in ordine al corretto adempimento delle proprie obbligazioni.
La sentenza ha dato atto, infatti, che solo a partire dal Gennaio 2008 Poste italiane ha adottato un sistema per impedire l’accesso ad estranei alle operazioni on-line anche se la tecnologia all’epoca dei fatti era già in grado di evitare tali tipologie di frodi, per cui, Poste Italiane s.p.a. doveva essere ritenuta reponsabile dei danni cagionati ai propri clienti per tale colposo comportamento.

mercoledì 26 ottobre 2011

Cassazione: SENTENZA N. 17079 DEL 8 AGOSTO 2011



LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CONTRATTO COLLETTIVO - INCENTIVI PER L'ESODO ANTICIPATO DAL LAVORO - ACCORDO COLLETTIVO - PATTUIZIONE DEL COMPENSO AL NETTO DELLE RITENUTE FISCALI – LEGITTIMITA’ E AMMISSIBILITÀ DELL'ACCORDO
È ammissibile e legittimo l'accordo collettivo che, mediante la previsione della misura "al netto" di trattamenti incentivanti la risoluzione anticipata dei rapporti di lavoro, compensi la diversità di disciplina fiscale correlata all'età del lavoratore al momento dell'esodo atteso che, nell'ambito dei rapporti di lavoro di diritto privato, la disciplina contrattuale non è vincolata dal principio di parità di trattamento e la pattuizione, oltre a rispondere all’interesse della funzionalità ed economicità dell’impresa e a quello dei lavoratori, non contraddice la disciplina sulla misura e la riscossione degli oneri fiscali a carico dei lavoratori perché comporta la determinazione "per relationem" dell'ammontare effettivo o lordo della prestazione.
Cassazione: SENTENZA N. 17127 DEL 9 AGOSTO 2011



CONTRATTO IN GENERALE – CAPARRA – COSTITUZIONE MEDIANTE CONSEGNA DI ASSEGNO BANCARIO – AMMISSIBILITA’ – OMESSA RISCOSSIONE – CONSEGUENZE
Potendo la caparra essere costituita anche mediante consegna di assegno bancario, incorre in comportamento contrario a correttezza e buona fede il prenditore che, accettato l’assegno, non lo ponga all’incasso, con la conseguenza che insorgono a suo carico gli obblighi propri della caparra e, dunque, quello della restituzione del doppio nel caso di inadempienza all’obbligazione cui la caparra stessa si riferisce.
Cassazione: SENTENZA N. 20931 DEL 12 OTTOBRE 2011



COMPETENZA – COMPETENZA PER MATERIA - IMPUGNAZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI FERMO AMMINISTRATIVO – RELATIVO A CREDITI DI NATURA NON TRIBUTARIA – COMPETENZA DEL TRIBUNALE
Le Sezioni Unite hanno ritenuto che nel caso in cui sia impugnato un provvedimento di fermo amministrativo (o anche un semplice “preavviso) relativo a crediti non di natura tributaria sia competente, ratione materiae, sempre il tribunale, in virtù della natura esecutiva del provvedimento in discussione.